E’ lui la rivelazione dell’anno, stra-amato dai young people tanto da affollare in 64.000 lo stadio Olimpico di Roma il 4 luglio 2019. Ultimo è un musicista e ha dalla sua la giovane età oltre ad una capacità unica di intercettare il sentiment delle persone normali; nessun virtuosismo quindi, nessuna grande scrittura, nessuna melodia che (per ora) lasci un segno nella storia ma stiamo comunque parlando di un giovane che scrive e compone la musica, che suona il piano, che riesce ad affrontare stadi zeppi con la semplicità di un incontro tra amici: ha dalla sua una romanità contagiosa (il suo concerto è stato condiviso con ad un altro “romano de Roma”, Fabrizio Moro) e poi ha i numeri dalla sua, eccone alcuni:

–           quello del 4 luglio 2019 di Ultimo è stato il concerto con più spettatori paganti per un cantante di 23 anni, 64.000 ascoltatori all’Olimpico;

–           ha annunciato un tour negli stadi per il 2020;

–           solo 2 di anni fa suonava in piccoli locali romani;

–           nella classifica FIMI è presente con tre album tra i primi venti in maniera permanente.

Riepilogando: il cantautore Ultimo è nato a Roma e ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio Santa Cecilia; ha iniziato a scrivere e comporre canzoni all’età di quattordici anni; confeziona pezzi sul filone neomelodico nazionale che ha in Baglioni, Venditti ed Eros Ramazzotti i suoi grandi menestrelli. Ha una sua poetica precisa, molto riconoscibile (anche un po’ ripetitiva…) che si ritrova in tutta la sua produzione ed ha anche nel modo di interpretare le canzoni con una cifra (stile?) ben precisa e riconoscibile. Un’ultima piccola nota: il 20 aprile 2018 ha pubblicato “L’eternità (il mio quartiere)”, un singolo del cantautore italiano Fabrizio Moro. Il titolo e il testo del brano fanno riferimento al quartiere romano di San Basilio, di cui sia Moro che Ultimo sono originari.

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