Ben sei mostre che si sono tenute a Roma dagli anni Cinquanta sino agli anni Duemila si trovano, dal 30 maggio al 28 luglio 2019, sintetizzate in “Mostre in mostra” al Palazzo delle Esposizioni di Roma, per uno storytelling tutto particolare attraverso cui rivivere la “capacità e la fame di arte” della Capitale.

All’interno del Palazzo delle Esposizioni si parte con Titina Maselli a New York, presentata alla Tartaruga nel 1955. Poi è la volta della prima mostra personale di Giulio Paolini che ebbe luogo nel 1964 alla galleria La Salita. Si passa  a Luciano Fabro, l’artista che rispose nel 1971 all’invito di Achille Bonito Oliva a esporre prima alla settima Biennale di Parigi e poi presso gli “Incontri Internazionali d’Arte”. Ecco poi Carlo Maria Mariani con “La costellazione del Leone”, tenuta presso la Galleria Gian Enzo Sperone nel 1981. Siamo giunti così allo spazio dedicato a Jan Vercruysse e ai suoi Tombeaux, veri simulacri di memorie segrete, esposti nella Galleria Pieroni nel 1990. La mostra di Myriam Laplante “Elisir”, del 2004, curata da Lorenzo Benedetti e da Teresa Macrì, è stata promossa dalla The Gallery Apart e dalla Fondazione Volume! e da quest’ultima ospitata. Conclude questo percorso una selezione di opere di Sergio Pucci, fotografo che dalla metà degli anni Cinquanta ha lavorato con l’arte e che ha fornito un importante contributo alla rievocazione storica del periodo in esame e in mostra al Palazzo delle Esposizioni. Sei modi di dire arte in 50 anni di Roma.

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