Innanzitutto un certezza: la Fontana di Trevi è la più grande di Roma ed è tra le più celebri fontane del mondo. Ed ora qualche particolare: è stata costruita con travertino, marmo, intonaco, stucco e metalli e appartiene al tardo Barocco; fu incominciata da Nicola Salvi nel 1731 e completata nel 1762 da Giuseppe Pannini.

In epoca moderna il cinema l’ha resa spesso protagonista delle proprie pellicole, a partire da “Tre soldi nella fontana” del 1954, diretto da Jean Negulesco; poi ne “La dolce vita” di Federico Fellini del 1960 e in “Risate di gioia” (1960) di Mario Monicelli. Il tema dell’intera composizione è il mare: inserita in un’ampia piscina rettangolare dagli angoli arrotondati, è circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro, racchiuso a sua volta entro una breve scalinata poco al di sotto del livello stradale della piazza.

Il Salvi ricorse al sistema della scalinata per compensare il dislivello tra i due lati della piazza: il lato sinistro (quello verso il colle del Quirinale) è infatti molto più elevato rispetto all’altro, tant’è che si è anche dovuto ricorrere a un breve parapetto per delimitare la strada, parzialmente coperto da rocce, su una delle quali è scolpito uno stemma Cardinalizio raffigurante un leone rampante.

La grande fontana copre tutto il lato minore di palazzo Poli per una larghezza di 20 metri su 26 di altezza. Il prospetto è costituito da un grande nicchione centrale con la calotta a cassettoni, fiancheggiato da un ordine di quattro colonne corinzie che sorreggono un grandioso attico sovrastato dallo stemma di Clemente XII e coronato da una balaustra con quattro statue che simboleggiano le quattro stagioni.

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