Casa Santa MartaL’Hotel Centrale Roma è contento di segnalare la ‘inusuale’ residenza di Josè Maria Bergoglio, al secolo Papa Francesco, presso la Domus Sanctae Marthae. Chi volesse contattare il Pontefice o inviare materiale può farlo all’indirizzo postale: Sua Santità Francesco, 00120 Città del Vaticano. Per altre informazioni potete consultare il sito http://www.papafrancesco.net/. Il nuovo Pontefice ha deciso di alloggiare alla Casa Santa Marta e di utilizzare gli appartamenti papali nei Palazzi Vaticani, solitamente riservati ai Papi, solo per recitare l’Angelus domenicale e per ricevere i capi di Stato e le altre autorità. La Domus Sanctae Marthae o Casa di Santa Marta è un edificio di cinque piani che si trova ai margini della Città del Vaticano, vicino alle mura che ne segnano il confine meridionale. È stata costruita nel 1996 sul sito di un antico ricovero per i malati dei quartieri adiacenti. Fu Papa Giovanni Paolo II a volere che in Vaticano sorgesse una residenza in grado di ospitare i cardinali durante il Conclave per eleggere i nuovi papi. Fino ad allora, infatti, i cardinali elettori dovevano trascorrere il periodo di segregazione in alloggi di fortuna ricavati vicino alla Cappella Sistina, spesso dormendo in brande separate da paraventi e ricevendo i pasti attraverso una feritoia. Dotata di 106 suite bilocali, 22 monolocali e un appartamento, la Casa di Santa Marta è normalmente abitata da una cinquantina di vescovi, monsignori e sacerdoti che lavorano in Vaticano. Circa la metà delle stanze è destinata ad accogliere prelati che risiedono o stazionano nella Città del Vaticano e funziona anche come foresteria per coloro che hanno affari con la Santa Sede. La casa è gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. I lavori di demolizione del complesso preesistente, risalente al 1891, furono cominciati nel 1992 quando l’edificio venne riedificato e sensibilmente rialzato. I lavori per la costruzione della nuova Casa di Santa Marta suscitarono le proteste da parte della cittadinanza e di associazioni come Italia Nostra perché la nuova costruzione avrebbe celato l’unico punto in cui era possibile avere una visuale completa del corpo della basilica vaticana realizzato da Michelangelo Buonarroti. Le proteste si estesero anche all’ambiente politico comunale e nazionale, ma all’inizio del 1993 il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (Icomos) e il vicedirettore del Centro dell’UNESCO per il patrimonio mondiale dettero un parere favorevole al nuovo fabbricato. I lavori poterono quindi proseguire e l’edificio, progettato dall’architetto statunitense Louis D. Astorino, fu concluso nel dicembre del 1996, costando circa 20 milioni di dollari.

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