campanile-patarina-palazzo-senatorio-romaEcco cosa racconta Roma Segreta dei campanili di Roma… Ammirare Roma dall’alto delle sue terrazze (Gianicolo, Parco degli Aranci, Pincio o altre ancora) è sicuramente uno spettacolo mozzafiato, un susseguirsi infinito di monumenti che puntano “verso l’alto”: palazzi, torri, logge, cupole e campanili si affrontano in una gara di altezza dove l’unico vincitore è colui che ne rimane estasiato. Per quanto riguarda i campanili, ovvero quelle costruzioni destinate ad ospitare le campane ed a diffonderne il suono il più lontano possibile, sono opere essenzialmente italiche e probabilmente non anteriore all’VIII secolo. Le torri campanarie di Roma (o torri civiche, se attigue ad un palazzo pubblico) costituiscono una testimonianza molto importante dell’architettura della città, anche se a volte erroneamente trascurate. Ad esempio, oggi è poco conosciuta ma Roma, in passato, era tradizionalmente molto legata alla sua Patarina, la celebre campana della torre che svetta sul Palazzo Senatorio (nell’immagine) e che fu tolta ai viterbesi nel corso del Medioevo: è per eccellenza la campana civica ed ancora oggi fa sentire la sua voce nelle occasioni laiche più solenni quale il Natale di Roma o l’elezione del sindaco. Come non rimanere affascinati dal campanile della chiesa di S. Benedetto in Piscinula, così minuto e al contempo così colmo di primati: è il campanile più piccolo di Roma e custodisce la campana più antica (datata 1069) e più piccola (soltanto 45 cm di diametro). Il campanile più antico è invece quello della chiesa dei Ss. Quattro Coronati (risale al IX secolo), mentre il più alto è quello della basilica di S. Maria Maggiore (ben 75 metri).

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