Ponte Milvio, al centro della storia romana e del romanticismo delle giovani generazioni del Duemila



Ponte MilvioSulla sponda nord del Tevere sorge Ponte Milvio, che ha sei arcate in muratura e misura 152 metri in lunghezza e 7,5 in larghezza. Fu costruito lungo il percorso delle vie Flaminia e Cassia e vi confluivano anche le vie Clodia e Veientana. Un tempo aveva il ruolo di sbarrare la principale via che permetteva di accedere verso Roma, tanto da nord quanto da est.

E’ uno dei ponti più antichi e, storicamente, più importanti di Roma; la sua origine risale, con probabilità, al IV-III secolo a.C. ed era inizialmente in legno; fu poi rifatto ex novo e prese il nome dal magistrato che ne autorizzò la costruzione in muratura, tale Molvius, donde Molvio e quindi Milvio. A metà del Quattrocento furono sostituite le parti in legno e fu demolita la fortificazione medioevale mentre all’inizio del 1800 i lavori di restauro furono affidati a Giuseppe Valadier. Nel 1951 fu terminata la costruzione del ponte Flaminio che ne ha ridotto la funzione e dal 1978 è chiuso al traffico.

I Romani, probabilmente dal 120, lo chiamano popolarmente ponte Mollo: c’è chi dice perché, quando il Tevere è in piena, è il primo a venire sommerso mentre altri seguono la leggenda che dice che anticamente molleggiava. Sembra però più certo che il nome gli derivi dallo stato pietoso in cui il ponte, durante la sua lunga storia, si è più volte venuto a trovare, nonostante i vari restauri. Si ha notizia, infatti, che verso la metà del Trecento un frate di nome Acuzio andasse in giro per Roma a raccogliere offerte per il restauro del ponte “il quale era per terra”.

E’ stato un luogo significativo per la storia romana e cristiana: nel 312 ebbe qui luogo la conversione di Costantino. Su ponte Milvio si svolse infatti la battaglia tra Costantino I e Massenzio, nota come battaglia di Ponte Milvio o di Saxa Rubra; qui, secondo la leggenda, Costantino ebbe la visione della Croce recante la scritta: “in hoc signo vinces” che lo incoraggiò alla battaglia e alla seguente integrazione dei cristiani nell’impero. Strappò così il titolo imperiale a Massenzio, divenendo il primo Imperatore cristiano. Del ponte romano restano le tre arcate centrali. Nel 1849 i garibaldini, allo scopo di ritardare l’entrata a Roma delle truppe francesi, distrussero una parte dell’arco e la pavimentazione del ponte (che fu dopo poco tempo restaurato), come ricordato da una lapide del 1931 murata dentro l’arco del torrione.

Un altro aspetto che lo ha reso famoso è stato il fatto che, negli anni Duemila, soprattutto a seguito del film “Ho voglia di te”, molti giovani innamorati mettevano un lucchetto sul lampione centrale del ponte a testimonianza del proprio sentimento e gettavano le chiavi nel Tevere. Nel luglio 2007, a seguito della rottura dei lampioni a causa dell’eccessivo peso dato dall’enorme quantità di lucchetti, il Comune di Roma aveva installato pilastri con catene alle quali applicare i lucchetti, che però sono stati definitivamente rimossi nel settembre 2012.

Il 28 settembre 2003, per la prima notte bianca romana, nella torretta del Valadier che apre ponte Milvio fu situata un’installazione di luce ad opera dell’artista Fabrizio Crisafulli. Quella notte si verificò il black out nazionale dell’elettricità in gran parte d’Italia (fino al giorno successivo) ma il ponte, dotato per l’occasione di un generatore autonomo, continuò la sua performance luminosa.

Oggi la zona circostante è ricca di locali che animano la movida romana. Ogni I e II domenica del mese, inoltre, si svolge la mostra mercato dell’antiquariato e dell’artigianato “Anticaglie a Ponte Milvio”. Dalle 9 alle 20 si possono trovare più di 200 espositori di antiquariato, oggettistica e collezionismo.

 

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